Dalla Campania in Polonia, per accogliere e indirizzare i profughi dall'Ucraina. È il viaggio che ha portato mons. Giuseppe Mazzafaro, vescovo di Cerreto Sannita, fino a Varsavia, dove ha incontrato, insieme alla Comunità di Sant'Egidio tanti in fuga dalla guerra.
A Varsavia sono oltre 300mila le donne, i bambini e gli anziani, in transito alla stazione o accolti presso centri temporanei, in parrocchie e case messe a disposizione con generosità dai polacchi. Per alleggerire la pressione su Varsavia, è stato aperto alle porte della città, a Nadarzyn, la "Stazione Europa", un grande centro che può ospitare 7mila persone, da dove ogni giorno partono pullman per diversi paesi.
Qui Mons. Mazzafaro ha incontrato storie drammatiche, come quella di Natasha, una donna con disabilità, che viveva a Kiev, seguita dalla Comunità di Sant'Egidio. Anche lei è stata evacuata ed ora si trova a Nadarzyn. Racconta il vescovo: “Siamo come pecore disperse”, mi ha detto Natasha dopo aver baciato la croce pettorale dove è raffigurato Gesù Buon Pastore che porta sulle spalle una pecorella “Non siete più disperse”, le ho detto, “vi abbiamo ritrovati ed adesso cammineremo insieme”. Un’altra donna, sempre a Nadarzyn: gridava “Padre, padre”, mentre ci veniva incontro. Pensavo avesse bisogno di aiuto, invece voleva chiedere una preghiera per Ilona, la figlia di 16 anni, morta per le bombe il primo giorno di guerra. “Chiedo solo questo: una preghiera per mia figlia che non c’è più”.
Nel suo viaggio mons. Mazzafaro ha incontrato anche i rom di Poznan, città ad ovest della Polonia. Dallo scoppio della guerra in Ucraina è aumentato, in maniera significativa, l'arrivo dei profughi ucraini rom: ogni giorno ai valichi di confine sono circa 100. Basti pensare che in Ucraina prima dell’invasione russa ne vivevano circa 400mila. Molti sono privi di documenti e spesso non sanno dove andare: sono costretti ad accamparsi, o sono bloccati dentro i centri (Leggi di più su Avvenire).
La loro fede cristiana è la sola risorsa per molti di loro. Una giovane donna rom incontrata a Poznan: “Ho incontrato il Signore ed ho capito che la vita non è pensare solo a sé, ma avere cura gli uni degli altri. L’amore che il Signore mi dona non posso tenerlo solo per me, ma devo donarlo. Le mie giornate sono piene di tante cose, ma ogni giorno devo fermarmi per mezz’ora a leggere la Bibbia. Lì c’è Dio”.
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